In un post pubblicato tempo fa sulla mia pagina Facebook esordivo così:

“Suonare il blues non è mai scontato. Mi è stato di grande aiuto imparare ad individuare le note chiave di ogni accordo, in particolare la terza maggiore di ciascun accordo. In queste immagini mi riferisco al giro blues di LA (accordi A7, D7, E7). Provate ad usare queste diteggiature prestando sempre attenzione con l’orecchio al cambio di accordi. Vi consiglio di usare una backing track di tipo “slow blues”.”

ed allegavo la seguente immagine:

La questione del blues è sempre aperta. Per me che sono un chitarrista rock, rock-metal…suonare il blues è stato sempre fondamentale perché quel tipo di musica non è quella che mi scorre nelle vene. Questo però non significa che non sia in grado di suonare blues, anzi…tutt’altro. La questione è che a me, chitarrista di un’altra estrazione musicale, è servito (e serve tutt’ora) molto impegno e molto esercizio per ottenere risultati soddisfacenti.

Nella breve procedura di avvicinamento all’improvvisazione che andrò ad esporre, mi riferisco alla struttura tipica del giro blues maggiore in 12 battute (in LA in questo caso) che vado ad illustrare qui sotto:

Ora…ci sono tre requisiti da acquisire e/o verificare:

  1. Conoscere la diteggiatura base della pentatonica minore blues di LA (che ho riportato sopra) e le corrispondenti varianti per i tre accordi del giro blues (che puoi trovare qui)
  2. Avere una backing track di un blues maggiore in LA (su YouTube ne trovi quante ne vuoi digitando “backing track blues A“)
  3. Saper riconoscere i cambi degli accordi mentre ascolti il giro blues della base che hai scelto per provare ad improvvisare

I TRE PASSI

Bene! Fatto questo ti aspetta la sperimentazione vera e propria dei tre passi per avvicinarti all’improvvisazione blues:

  1. Ascolta attentamente la base blues che hai scelto e verifica che la struttura sia una di quelle che ti ho indicato nella grafica qui sopra, Se per caso fosse differente, prova lo stesso ad usarla per l’improvvisazione e, se proprio non ti trovi bene, selezionane un’altra con il giro classico che ti ho indicato. Spesso gli autori delle basi per l’improvvisazione riportano sul video la struttura utilizzata (evidenziando talora anche il cambio accordo), quindi non sarà difficile per te trovare la base giusta. Dopo aver verificato la struttura, ascolta tutta la base senza suonarci sopra e sforzati di percepire ad orecchio il cambio degli accordi (anche se l’autore te li fa vedere). Appena ti senti sicuro, prova a suonare sopra gli accordi del giro, per verificare se hai individuato correttamente i cambi accordo. Potresti incontrare qualche difficoltà all’inizio, ma non scoraggiarti: la pazienza e l’impegno ripagano!
  2. Una volta che l’ascolto della base è stato assimilato, prendi lo schema della pentatonica minore di base che ti ho inserito all’inizio dell’articolo. Memorizzalo e inizia a fare semplici fraseggi sulla base cercando di scoprire l’effetto sonoro delle note che stai suonando in funzione dell’accordo che sta suonando la base. Ti dico questo perché la diteggiatura di base contiene sempre le stesse note, ma se cambia l’accordo, una stessa nota “suonerà” in maniera differente a causa di un differente rapporto tra la fondamentale dell’accordo (la nota che conferisce il nome all’accordo) e la nota suonata.
  3. La terza fase è la più complessa. Dovrai imparare a suonare la pentatonica usando delle piccole variazioni alla forma di base che ti permetteranno di creare degli effetti melodici tali da risultare in linea con ciascuno dei tre accordi del giro blues. Queste variazioni sono tre: una per l’accordo LA7, una per RE7 ed una per MI7. Alla fine dell’articolo puoi già osservare, tramite l’immagine inserita, le diteggiature che mostrano quali note aggiungere alla pentatonica di base per suonare in maniera più coerente con ciascun accordo della base blues. Un consiglio: cerca di non vedere queste variazioni come tre diteggiature differenti, ma solo come variazioni dell’ossatura di base della pentatonica minore blues a cui di tanto in tanto apporti delle modifiche temporanee. Ti dico questo perché, se dovessi svolgere questa operazione per tutte le diteggiature della pentatonica minore blues, impiegheresti davvero troppo tempo e non sarebbe neanche tanto utile. Per l’utilizzo procedi così: usa all’inizio solo la variazione di LA7 (visto che è l’accordo che occupa più del 50% dell’intera durata del giro) tutte le volte che l’armonia sta su LA7. Poi prova ad inserire la variazione per il RE7, quando l’armonia va su RE7, ed infine quella di MI7 in corrispondenza della nona e della dodicesima battuta. Ti vorrei ricordare di non avere fretta sullo sviluppo di questo punto: impiega tutto il tempo che vuoi…anche più giorni! Se avrai pazienza, otterrai come risultato la capacità di improvvisare su una base blues classica seguendo il cambio di ciascun accordo, slegandoti via via dalla rigida schematizzazione della sola pentatonica minore blues, ottenendo risultati melodico-armonici molto interessanti.

IL CONSIGLIO DEL CASO

Quando suoni la pentatonica con la variazione per il LA7, presta attenzione alle note contrassegnate con “b3” e “3” (che rappresentano rispettivamente la terza minore e la terza maggiore di LA). Queste due note vanno sempre suonate in senso ascendente, cioè da “b3” verso “3” poiché il suono risulterà più familiare, riuscendo a ricreare quella sonorità tipica minore/maggiore che spessisimo viene utilizzata da tutti i chitarristi blues. Se provi a suonare queste due note al contrario, noterai immediatamente che il risultato complessivo dell’improvvisazione perderà in termini di incisività e coerenza, per quanto le note sono sempre quelle. Ti suggerisco di provare ad ascoltare i grandi del blues (Stevie Ray Vaughan, B.B. King, Eric Clapton, Gary Moore…per citarne alcuni) e notare quanto venga utilizzato questo piccolissimo ma importantissimo espediente.

Ecco qui la tavola riassuntiva di quanto spiegato:

Mentre qui trovi la tavola riassuntiva con tutte le diteggiature di cui ti ho parlato sopra:

Versione PDF delle schede

CONCLUSIONI

Considera sempre che non sei obbligato a suonare sempre con le variazioni proposte, ma puoi scegliere tu se e quando metterle seguendo il tuo gusto personale e riferendoti magari a qualche fraseggio già noto. Si tratta solo di conferire qualche colore in più alla pentatonica minore blues, al fine di rendere meno scontato il fraseggio e, ovviamente, occorre imparare a dosare il tutto. La pratica e l’ascolto dei classici ti aiuteranno molto.

Buon divertimento!

One thought on “Pentatonica minore blues in tre passi

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